Attività specialistiche praticate
Un percorso di cura, trimestre dopo trimestre
Diagnosi prenatale, ostetricia e ginecologia: le attività sono organizzate per fase della gravidanza, così da trovare facilmente l’informazione che cerchi.
Attività specialistiche praticate
Diagnosi prenatale, ostetricia e ginecologia: le attività sono organizzate per fase della gravidanza, così da trovare facilmente l’informazione che cerchi.
Quando: 11 – 13+6 settimane
L’ecografia del secondo trimestre effettuata tra le 18 e 22 settimane di gestazione è l’esame più indicato per la valutazione dell’anatomia fetale in gravidanze sia a basso che ad alto rischio. L’introduzione dello screening per aneuploidie tramite la misurazione della translucenza nucale tra le 11 e le 13+6 settimane ha acceso l’interesse per lo studio ecografico precoce dell’anatomia fetale. Tra i vantaggi riconosciuti vi è la diagnosi o l’esclusione precoce di numerose anomalie maggiori, la possibilità di rassicurare le pazienti a rischio già nel primo trimestre, la diagnosi precoce di eventuali anomalie genetiche e la possibilità di optare per una interruzione di gravidanza tecnicamente più agevole, quando indicata.
Quando: Da 11+0 a 13+6 settimane
È praticato attraverso uno screening ecografico precoce delle malformazioni fetali associato allo studio della translucenza nucale e del duo-test: un’ecografia e un prelievo di sangue finalizzati a calcolare il rischio di avere un feto con un’anomalia cromosomica (Sindrome di Down o Trisomia 21 e altre anomalie cromosomiche). Questo esame permette di calcolare il rischio personale di avere un bambino con un’anomalia cromosomica ed evidenziare alcune anomalie maggiori del feto (da completare comunque con l’ecografia morfologica). Al termine dell’esame il rischio viene calcolato da un apposito software, fornito su licenza dalla Fetal Medicine Foundation di Londra, sulla base di: età materna, misurazione della translucenza nucale, presenza o assenza dell’osso nasale, flusso sanguigno attraverso la valvola tricuspide, flusso sanguigno attraverso il dotto venoso, presenza o assenza di anomalie strutturali del feto, livelli di 2 ormoni (β-HCG e PAPP-A) nel sangue.
Studio del cuore fetale nel primo trimestre e nelle prime settimane del secondo trimestre: un esame praticato in gravidanze ad alto rischio per cardiopatie congenite. Le anomalie congenite più frequenti tra i nati vivi sono le Cardiopatie Congenite (CC), con un’incidenza del 2-8 per mille. Circa il 50% della mortalità infantile e il 20-30% delle morti fetali sono causate da cardiopatie congenite, 4 volte più frequenti dei difetti del tubo neurale e 6 volte più frequenti delle cromosomopatie.
Quando: 11ª – 14ª settimana
Valuta il rischio di insorgenza della preeclampsia (gestosi) durante la gravidanza, consentendo di individuare precocemente le donne a rischio e programmarne un attento monitoraggio. La preeclampsia è una patologia della gravidanza che si manifesta con aumento della pressione arteriosa e presenza di proteine nelle urine della madre; può causare rallentamento della crescita del feto, parto prematuro, distacco di placenta e altri severi rischi per la salute della mamma. Interessa circa il 2-8% delle gravidanze ed è ancora oggi la principale causa di mortalità materna e neonatale. Il nostro protocollo prevede: evidenziazione dei fattori di rischio nella storia della paziente, misurazione della pressione arteriosa e calcolo della pressione media (MAP), dosaggio dei livelli plasmatici di PAPP-A tramite prelievo di sangue materno, valutazione dell’epoca gestazionale tramite le dimensioni del feto, rilievo delle onde flussimetriche delle due arterie uterine materne e calcolo dell’Indice di Pulsatilità medio (UAPI) eseguito attraverso un controllo ecografico. Il calcolo del rischio viene effettuato attraverso un algoritmo specifico che considera tutti questi parametri. Il test consente alle pazienti a rischio elevato di essere sottoposte a un’opportuna profilassi precoce: l’uso di aspirina si rivela utile per ridurre il rischio di gestosi solo se iniziato prima della fine del terzo mese di gravidanza.
Quando: Dalla 11ª settimana
Un’ecografia finalizzata a misurare la lunghezza della cervice uterina (collo uterino) e verificare la presenza di una dilatazione dell’orifizio uterino interno (funneling); si esegue a vescica vuota per via transvaginale. Il suo obiettivo è valutare il rischio di parto pretermine o aborto tardivo, la possibilità di placenta previa, la necessità e la corretta posizione di un cerchiaggio cervicale, oltre a valutare la necessità e l’efficacia della terapia medica somministrata per la minaccia di parto pretermine e la minaccia di aborto.
Quando: 18 – 22 settimane
Screening delle malformazioni fetali: l’esame più indicato per la valutazione dettagliata dell’anatomia fetale, in gravidanze sia a basso che ad alto rischio.
Studio anatomico del cuore fetale effettuato per ricercare e diagnosticare le cardiopatie congenite. Si definisce malattia cardiovascolare congenita (CHD) un’anomalia della struttura o della funzione cardiocircolatoria presente alla nascita, anche se diagnosticata più tardivamente. Le anomalie congenite più frequenti tra i nati vivi sono le Cardiopatie Congenite, con un’incidenza del 2-8 per mille.
Quando: Tipicamente 28 – 32 settimane
Ecografia finalizzata a valutare l’impedenza al flusso (resistenze vascolari) nella circolazione di madre, placenta e feto, misurando quantità e velocità del sangue in un determinato vaso. Viene utilizzata per valutare lo stato della circolazione fetale e il funzionamento della placenta, l’organo che trasferisce ossigeno e sostanze nutritive dalla mamma al bambino. Si esegue solitamente nel terzo trimestre, combinata all’ecografia di accrescimento; nei casi a rischio viene eseguita già a 11-14 settimane durante la valutazione della translucenza nucale, e nelle gravidanze gemellari o a rischio a partire dalla 24ª settimana, con intervalli stabiliti dalla severità del quadro clinico.
Le immagini tridimensionali e in movimento permettono di osservare il volto e i movimenti del bambino con un dettaglio sorprendente, un momento emozionante da condividere in famiglia.




Foto di esempio, a titolo illustrativo.
Valutazione ecografica della crescita del feto nell’ultimo trimestre di gravidanza, per verificare che lo sviluppo proceda in modo regolare.
Come nel secondo trimestre, viene rivalutata la circolazione feto-placentare quando il quadro clinico lo richiede, per monitorare il benessere fetale fino al parto.
Quando: 15ª – 17ª settimana
Tecnica di diagnosi prenatale eseguita in ambulatorio, che comporta il prelievo mediante puntura trans-addominale, sotto guida ecografica, di una piccola quantità di liquido amniotico. Le cellule prelevate, di origine fetale, permettono di studiare i cromosomi del feto (mappa cromosomica) e il suo DNA. Si propone generalmente a pazienti in gravidanza di età superiore ai 35 anni, con familiarità per anomalie cromosomiche, con un indice di rischio elevato evidenziato dal duo-test o con anomalie fetali riscontrate ecograficamente, o in presenza di malattie infettive (citomegalovirus, parvovirus B19). Il rischio di aborto è dello 0,5-1% e il responso si ha dopo circa 20 giorni dall’esame.
Quando: Dopo la 11ª settimana, entro la 14ª
Il prelievo dei villi coriali è una procedura invasiva che permette di prelevare frammenti di tessuto coriale, una componente della placenta, esaminati in laboratorio per ottenere informazioni su eventuali malattie cromosomiche o genetiche del feto. Ha il vantaggio di poter essere eseguita prima dell’amniocentesi, rendendo possibile una diagnosi più precoce. Il rischio di aborto è di circa l’1%, simile a quello dell’amniocentesi.
Pelvica, transvaginale e transperineale, con studio tridimensionale della cavità uterina e dell’ovaio: un percorso diagnostico completo per la salute ginecologica.
Esame per lo screening e la diagnosi del tumore della cervice uterina.
Un percorso di accompagnamento dedicato alle coppie che cercano una gravidanza, con valutazione diagnostica e proposta terapeutica personalizzata.
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